martedì 2 maggio 2017

CHI E' IL POPULISTA

OVVERO    LE RADICI DELL'ODIO


“ POPULISTA” pare che sia   ormai un termine usato dai sostenitori del sistema “Stato-Apparato” per accusare e delegittimare persone  che sono dalla parte dei cittadini, persone che condividono le richieste di quei  cittadini che costituiscono il popolo italiano! 
Con tutta evidenza l’accusa ha fondamento ideologico, finalizzato a distruggere l’avversario politico considerato un nemico. 
Ciò non è più tollerabile. Il pensiero unico del politicamente corretto va denunciato e condannato  in ogni sede e in ogni occasione. 

Comunque, ritengo che sia legittimo – addirittura un dovere - usare il termine con significato negativo e dispregiativo, quando si tratta di  personaggi che “in nome del popolo italiano”compiono azioni delittuose, compiono  atti che arrecano danni  al popolo italiano.

Populista è colui che -  per “farsi giustizia da sé” – dichiara di agire in nome del popolo italiano  e magari  per motivi umanitari. 
In verità, non si addice propriamente la qualifica di populista  a coloro che, in nome del popolo italiano, in nome dell’Italia, usurpano il potere  di “fare giustizia” e “applicare le pene” …  il codice penale e il buon senso popolare li qualificano diversamente.

In una intervista, rilasciata a Panorama il 3 dicembre 1979, Luigi Longo – divenuto segretario del partito comunista italiano  - alla domanda:
“Da chi e perché venne presa la decisione  di giustiziare subito Mussolini?”
rispose :
<< L’Italia doveva e voleva farsi giustizia da sé. La resistenza non poteva rinunciare a questo atto finale per delegarlo alle truppe alleate e ai loro tribunali. Tra l’altro ho molti dubbi che in questo caso Mussolini sarebbe stato condannato a morte.>>
Infatti la decisione fu presa da Longo, Pertini, Sereni e Valiani, la sera del 27 Aprile 1945.
Mussolini fu ucciso - in gran segreto e in tutta fretta -  in una porcilaia  - la mattina del 28 aprile 1945.
E non dall’Italia. Non dal popolo italiano