Dire clandestino è reato ?
Baruch
d’Espiñoza, più di 300 anni fa, teorizzava lo Stato come garanzia di libertà.
Esistono diritti naturali inalienabili che lo Stato deve garantire
ad ogni costo : ”Se nessuno può rinunziare alla libertà di pensare e di
giudicare secondo il proprio criterio, e
se ciascuno per insopprimibile diritto di natura è padrone dei propri pensieri,
ne viene che, in una comunità politica, avrà un esito sempre disastroso il
tentativo di costringere gli uomini … ad esprimersi in conformità con quanto …”
di volta in volta prescrive l’arbitrio dell’autorità sovrana.
Ancora :” Il fine dello Stato non è quello di trasformare gli uomini da
esseri razionali in bestie o automi. Al
contrario è quello di far sì che adempiano alle proprie funzioni sia fisiche
che mentali in condizioni di sicurezza ( ! )
, che usino liberamente la loro
ragione …. Il fine della organizzazione
politica è la libertà ”.
Non dimentichiamo che
la lingua è un qualcosa di vivo :
nasce … si sviluppa … si modifica
… alcune parole ed espressioni scompaiono … altre nascono e si affermano … altre nascono e subito cadono nel
dimenticatoio .
L’evoluzione della lingua italiana merita di essere conosciuta
e - trattandosi di una entità complessa
e viva – merita rispetto perché è
cultura,letteratura,arte, è vita vera, è pensiero . Pensiero che non
deve e non può subire amputazioni
… che non tollera innesti e trapianti violenti imposti dall'ideologia dominante, dal dittatore di turno visibile o nascosto
che sia.
E’ auspicabile che il Leviatano
abbia il
coraggio di mostrare il suo volto e di incaricare il Parlamento della
Repubblica a redigere e ad approvare con
decretazione d’urgenza il DIZIONARIO UNICO DELLA LINGUA ITALIANA e parallelamente ad integrare il Codice Penale con un articolo
specifico in modo che i sudditi italiani sappiano che cosa li aspetta in caso
di cattivo uso della lingua.
nasce … si sviluppa … si modifica … alcune parole ed espressioni scompaiono … altre nascono e si affermano … altre nascono e subito cadono nel dimenticatoio .

